Il venticinquesimo scudetto della Juve, il terzo vinto in quattro anni da Marcello Lippi, Roberto Bettega, Antonio Giraudo e Luciano Moggi è il legittimo, inoppugnabile riconoscimento della supremazia bianconera. I numeri spazzano via le insolenze ed i veleni che nelle ultime due settimane sono state gettate addosso alla più prestigiosa società del calcio italiano. A una giornata dalla fine, la Juve ha totalizzato 73 punti, eguagliando il primato (da lei stessa stabilito nel '94 e raggiunto dal Milan nel '96) dei campionati con i tre punti a vittoria, ha conquistato 47 punti in casa su 51 disponibili, ha segnato 66 gol (per ora il primato stagionale). Nelle quattro stagioni dell'era Lippi, la Juve ha vinto 3 scudetti, una Coppa dei Campioni (e, PURTROPPO ne ha persa un'altra con il Real Madrid il 20 maggio ad Amsterdam, La seconda volta consecutiva!!), 1 Coppa Italia, 2 Supercoppe Italiane, 1 Supercoppa Europea, 1 Supercoppa Intercontinentale. Questi sono i fatti che premiano la Juve secondo i suoi meriti, al termine di un campionato durante il quale l'Inter si è dimostrata degna avversaria, almeno fino a quando non è stata risucchiata nel vortice delle polemiche scatenate dalla crisi arbitrale che ha generato un ignobile linciaggio nei confronti della Juve. Nonostante tutto, però alla fine ha vinto la squadra più forte, com'era giusto. È stata un'annata entusiasmante, con una squadra rinnovata in estate. Il segreto? L'armonia del pool di lavoro. L'ultimo titolo della Juventus è, come tutti gli altri, uno splendido successo di gruppo.
 

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